Panfilo Tàgora nasce nel 1959, in un giorno di mare inquieto e cieli profetici.
Cresce tra onde e ombre, apprendendo presto che la realtà è solo una delle molte trame possibili. Un orecchino all’orecchio sinistro e un tatuaggio misterioso diventano i primi segnali di un destino eccentrico: camminare sul crinale sottile tra scienza e incanto, tra logica e simbolo.
La sua esperienza si forgia in mondi contrastanti. Panfilo ha esercitato l'arte della cura per anni, alternando la precisione dell'ambulatorio al nomadismo contemplativo della vita di bordo. In entrambi i contesti, ha affinato la capacità di leggere i segni nascosti del corpo e dell'anima, intrecciando il rigore della scienza ufficiale con le mappe sottili di antiche discipline.
Questa ricerca di un linguaggio universale lo ha condotto, con competenza, a specializzarsi nell'interpretazione del simbolo. È Diplomato numerologo presso l'Accademia di Numerologia Sacra dove ha studiato i sistemi archetipici che legano i numeri al destino umano. Il suo approccio non è fondato sulla superstizione, ma su uno studio strutturato della simbologia numerica, della psicologia del profondo e dei miti che da sempre plasmano la nostra percezione.
La sua autorevolezza nasce dalla sintesi di questi percorsi.
Nel 2021, giunto a un bivio orchestrato da forze invisibili, abbandona la medicina. Quella decisione, intrisa di dolore e speranza, non è una rinuncia ma un'evoluzione: è il passaggio dalla cura del corpo alla guarigione dell'anima attraverso la parola. La scrittura diventa il suo nuovo laboratorio, il lettore il suo interlocutore segreto. Scrive per disinnescare il reale, scardinarne le certezze, aprire varchi nel visibile.
Nei suoi racconti — dove il realismo magico si piega e si rinnova — si ascoltano echi di Borges, Calvino, Cortázar. Ma la voce resta inconfondibilmente sua: lirica, ironica, percettiva. L'ffidabilità di Panfilo risiede proprio in questa coerenza: non promette soluzioni facili, ma offre strumenti per una esplorazione interiore. Ogni sua storia è un invito a perdersi con metodo, a fare dello smarrimento un atto creativo, a cercare senza pretendere risposte definitive.
Oggi vive su un’isola greca, in ascolto del mare e dei miti che ancora vi abitano. La sua scrittura è fatta di specchi e labirinti, di mappe stellari e dettagli quotidiani, di ombre che sussurrano. Il suo nome — Panfilo Tàgora — non è solo una firma, ma un invito per chi è pronto a varcare la soglia di una comprensione più profonda.